Repubblica Democratica del Congo

L'ONG SAPI ha avviato le sue attività nella Repubblica Democratica del Congo nel 2017, nell'ambito di una risposta umanitaria d'emergenza alle conseguenze delle violenze intercomunitarie e dei movimenti di popolazione nella regione del Kasai. Grazie a un finanziamento dell'UNICEF, SAPI ha realizzato una prima serie di interventi volti a proteggere i bambini colpiti dai conflitti, a garantirne il benessere psicosociale e a rispondere ai loro bisogni fondamentali.

Da questa prima missione, SAPI Svizzera si è impegnata al fianco delle comunità vulnerabili per fornire un'assistenza multisettoriale di qualità, incentrata sui diritti dell'infanzia, sulla salute mentale, sulla protezione e sul ricongiungimento familiare dei bambini non accompagnati o separati nelle zone più colpite. L'esperienza acquisita nel Kasai ha costituito la base di un'azione strutturata, fondata sugli standard internazionali di protezione dell'infanzia nelle emergenze e in stretta collaborazione con gli attori locali, le famiglie e le strutture comunitarie di protezione.

Nell'ambito della crisi umanitaria seguita al rimpatrio forzato di migliaia di congolesi che vivevano in Angola verso la RDC nel 2018-2019, SAPI Svizzera, con il sostegno dell'UNICEF, ha realizzato un programma di assistenza d'emergenza per proteggere e accompagnare i bambini non accompagnati, separati, vulnerabili e traumatizzati. Questo programma, attuato nelle zone sanitarie di Kamonia (Kasai) e Luiza (Kasai Centrale), è durato sei mesi (1° dicembre 2018 - 1° maggio 2019) e si è articolato in due componenti principali: il sostegno psicosociale e il ricongiungimento familiare (IDTR).

Sostegno psicosociale e rafforzamento della salute mentale dei bambini

Di fronte ai traumi vissuti dai bambini durante l'espulsione (violenze fisiche, separazioni, abusi, ferite, ecc.), SAPI ha allestito 12 Spazi a misura di bambino mobili animati da 36 operatori sociali formati. Questi spazi hanno accolto oltre 11 449 bambini (di cui 5019 bambine e 8012 bambini), tra cui 3501 respinti dall'Angola, offrendo loro:

  • Attività ricreative, creative ed educative;
  • Ascolto attivo e accompagnamento psicosociale;
  • Consigli di prevenzione e resilienza di fronte alle violenze.

Questo dispositivo ha permesso di rafforzare la resilienza mentale ed emotiva dei bambini, offrendo loro allo stesso tempo un ambiente protettivo e accogliente nelle zone di confine molto vulnerabili.

Identificazione, presa in carico e ricongiungimento dei bambini non accompagnati

SAPI ha identificato 753 bambini non accompagnati, di cui 450 sono stati certificati come tali dopo una rigorosa procedura di verifica e hanno beneficiato di un'accoglienza temporanea in 150 famiglie affidatarie temporanee o spontanee. I bambini hanno ricevuto:

  • Un'assistenza medica, in particolare per casi di malaria, ferite, malnutrizione e violenze sessuali (82 bambini curati in 3 strutture sanitarie partner);
  • Un sostegno alimentare e di vestiario;
  • Un accompagnamento psicosociale nelle famiglie affidatarie e negli Spazi a misura di bambino;
  • Kit di beni non alimentari (NFI) per le famiglie ospitanti;
  • Un rigoroso processo di ricongiungimento familiare tramite l'IDTR (identificazione, documentazione, ricerca e ricongiungimento), che ha portato a 450 ricongiungimenti riusciti.

Monitoraggio dopo il ricongiungimento e sostegno alle famiglie affidatarie

Per garantire un reinserimento duraturo, SAPI ha svolto un monitoraggio post-ricongiungimento presso 173 bambini nelle due zone interessate. Questo monitoraggio ha permesso di individuare i bisogni reali dei bambini ricongiunti: ripresa della scuola, mancanza di attività generatrici di reddito per le famiglie, maggiore vulnerabilità alle droghe e al vagabondaggio per alcuni adolescenti. Parallelamente, 150 famiglie affidatarie hanno ricevuto un sostegno in contanti (razione alimentare equivalente a 5 USD) e kit essenziali (vestiti, utensili, ecc.), rafforzando la loro capacità di garantire un ambiente protettivo ai bambini accolti.

Impatto globale

Le azioni di SAPI Svizzera hanno permesso di offrire una risposta integrata, olistica e rispettosa dei diritti dell'infanzia in un contesto di crisi umanitaria acuta. Combinando presa in carico psicosociale, ricongiungimento familiare, cure mediche e sostegno comunitario, l'intervento ha contribuito in modo significativo alla protezione dell'infanzia, al recupero della salute mentale dei bambini traumatizzati e al loro reinserimento sociale. L'approccio comunitario basato sulle RECOPE, sulle famiglie affidatarie e sugli animatori sociali ha permesso un'appropriazione locale e una continuità delle cure oltre il periodo d'emergenza.

L'esperienza di SAPI Svizzera nella RDC in questo progetto pilota dimostra la sua capacità di intervenire rapidamente ed efficacemente a favore dei bambini colpiti dai conflitti e dagli sfollamenti forzati, nel rispetto degli standard umanitari e dei diritti fondamentali. Nei contesti di sfollamento forzato, violenze e traumi ripetuti, i bambini perdono non solo i loro punti di riferimento familiari e comunitari, ma anche la capacità di esprimersi, di sognare e di proiettarsi nel futuro. Consapevole di queste sfide, SAPI Svizzera ha integrato lo sport come strumento centrale della sua strategia di sostegno psicosociale ai bambini e agli adolescenti colpiti dalle crisi umanitarie nella Repubblica Democratica del Congo.

Tra il 2022 e il 2024, i nostri interventi nella RDC hanno permesso di sostenere oltre 18 000 persone vulnerabili nelle province del Nord e Sud Kivu. Nel campo della salute mentale abbiamo offerto un accompagnamento psicosociale a 5500 persone, tra cui bambini e donne vittime dei conflitti, favorendone la resilienza e il benessere. Nell'istruzione in situazioni di emergenza, 6800 bambini hanno beneficiato di un insegnamento adeguato, con un tasso di permanenza scolastica dell'87 %. Inoltre, le nostre azioni di protezione hanno sostenuto 2900 bambini e giovani a rischio, in particolare bambini usciti da gruppi armati, grazie a programmi di reinserimento sociale ed economico. Questi risultati testimoniano il nostro impegno a restituire dignità, sicurezza e futuro alle popolazioni colpite dalle crisi.

Lo sport come strumento di guarigione psicologica

Attraverso i suoi Spazi a misura di bambino mobili e fissi, SAPI realizza attività sportive strutturate (calcio, pallavolo, corsa, giochi collettivi, ginnastica dolce, ecc.) guidate da animatori psicosociali formati. Queste attività permettono ai bambini di:

  • Canalizzare le tensioni e lo stress post-traumatico;
  • Esprimere le proprie emozioni in modo non verbale;
  • Rafforzare la fiducia in sé stessi e l'autostima;
  • Ricreare legami sociali sani con altri bambini;
  • Imparare valori di cooperazione, rispetto delle regole e solidarietà.

Queste sessioni sportive sono spesso accompagnate da gruppi di parola, giochi cooperativi e momenti di discussione libera, animati con attenzione dagli operatori. I bambini imparano così a ricostruire un senso di sicurezza, indispensabile al loro sviluppo affettivo.

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Un'attività inclusiva e coinvolgente

Lo sport permette anche di favorire l'inclusione dei bambini non accompagnati, dei bambini con disabilità o dei bambini provenienti da comunità sfollate. Attenua le differenze sociali, restituisce a ciascuno un posto e favorisce la coesione comunitaria in ambienti talvolta frammentati dai conflitti.

In diversi siti di confine del Kasai e del Kasai Centrale, SAPI ha distribuito kit sportivi (palloni, fischietti, casacche, reti, corde per saltare, ecc.) e mobilitato i giovani attorno a tornei tra villaggi. Questi eventi sono stati momenti forti di mobilitazione sociale, di gioia condivisa e di dignità ritrovata per bambini troppo spesso confrontati con la sofferenza e l'isolamento.

Una leva per un monitoraggio psicosociale duraturo

Con questo approccio, SAPI non si limita a offrire momenti di svago: lo sport diventa uno strumento terapeutico, integrato in una presa in carico globale che comprende il monitoraggio psicosociale individuale, le cure mediche, il ricongiungimento familiare e il reinserimento scolastico. Svolge anche un ruolo cruciale nell'osservazione del comportamento dei bambini, permettendo agli operatori di individuare i casi che richiedono un'attenzione particolare (ritiro, aggressività, ansia, ecc.).

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Istruzione dei bambini nella RDC: il sostegno di SAPI ai bambini sfollati

Nell'ambito della sua missione di protezione dell'infanzia e di promozione del diritto all'istruzione, SAPI ha realizzato un'importante azione di sostegno scolastico a favore dei bambini sfollati nella Repubblica Democratica del Congo, particolarmente colpiti dai conflitti armati nel Kasai e nel Nord Kivu.

Nel 2024, 1200 bambini sfollati interni hanno beneficiato della distribuzione di kit scolastici completi con quaderni, penne, lavagnette, zaini e altro materiale essenziale per il loro ritorno a scuola. Questa iniziativa ha permesso non solo di facilitare il loro reinserimento nel sistema educativo, ma anche di ridare speranza a bambini duramente colpiti dalla violenza, dagli sfollamenti e dalla perdita di punti di riferimento.

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Sul campo nella RDC

Sessioni di sensibilizzazione e formazione organizzate da SAPI nelle scuole e nelle comunità dell'est della RDC, giugno 2026.

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